II.

Nei migliori ingegni imperversa una ostinazione sintomatica: la decadenza.—È un vezzo della moda, questo; ma come l'arte si fa più fine, più signorile, così viene quasi inconscientemente manifestando quel carattere di superiorità che si contrappone allo ingenuo e sano entusiasmo delle plebi.

Il libro delle Figurazioni ideali incarna, con forma originalissima, il simbolismo.—Ma il simbolismo è proprio arte della decadenza? Io non lo credo.—L'antichità ed il medio evo racchiusero nei simboli tutta la loro produzione letteraria.—Solo con l'evo moderno si iniziò quel movimento realistico che doveva con sempre maggior energia affermarsi attraverso i secoli, onde già parve miracolo il poema di Milton.—Il simbolismo odierno può forse peccare nella forma, come esagerazione di un sistema estetico,—nella sostanza, qualora sia fine a sè medesimo.

Gian Pietro Lucini non cade in nessuno di questi errori. La visione artistica per lui appare netta e serena, ad onta ed oltre del metodo: afferra tutte le luci e tutti i colorì, passa, senza fatica e senza affettazioni, dall'epica alla drammatica, dalla forma espositiva alla forma narrativa, dall'idillio e dalla elegia al poema ed all'epicinio.

La preoccupazione del simbolo non lo disturba,—che anzi l'imagine riesce più limpida e scintillante e dal complesso delle imagini promana il simbolo: non questo, come assai di frequente altrove, da quello.—E veramente il suo simbolismo è panteistico. Il perchè egli ha compreso che questo genere d'arte non è una innovazione dell'epoca nostra, ma un puro e semplice ritorno all'antico.—Perciò appunto ricorse al macchinario di poemi cavallereschi ed eroici ed usò la forma delle metriche antiquate.—Ma sopra l'idealità estetica vive un'altra idealità sociale.

La Ragione, identificata in Gloriana, guida e corregge i sensi e può condurre alla felicità relativa. Ma l'uomo mal si appaga del mediocre e tenta assurgere al sublime.—Indi la Ragione si eleva, si spiritualizza e divien Religione o scienza delle Teogonie e delle Teurgie.—Ed allora nasce l'assurdo, che mena al dispotismo ed alla infelicità.

Accanto al concetto filosofico si trova il concetto passionale.—La passione entra come elemento negativo nella somma vitale umana: essa riguarda all'infinito, fuorvia carne e pensiero ed è fonte di mali e di morte.—Così il simbolo di Oriana, di Acrasia, tale il perchè dei Naviganti, dei Poeti, delli Astrologi, tale la critica spietata e crudele e l'irrisione della Chimera; tale il vano galoppo e la vana domanda della Fantasima.—Ora congiungere e conciliare la ragione colli atti passionali—cosa astrusa e difficile—sarebbe attingere la mèta della perfettibilità umana.—A questa mèta tende l'uomo—ma sempre, davanti alli ostacoli ch'egli stesso, la materia e li altri frappongono—cade. Donde sconforto e disperazione.—Non in tutti però:

Il tempo alacre corre,

seguendo i Precursori,

fermo e senza timori.