SU

L'ATTA TROLL

DI ENRICO HEINE

Prefazione all'Atta Troll tradotto da G. Chiarini
(Bologna, Zanichelli, 1868) riprodotta con emendazioni ed aggiunte.

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L' "ATTA TROLL"

I.

L'atta troll, immaginato in Cauteretz, piccolo borgo de'Pirenei, nel 1841, nella stagione delle bagnature, fu buttato giú in una prima composizione sul finire di quell'autunno, e nel 1842 pubblicato a pezzi in un periodico tedesco che s'intitolava Il mondo elegante. «Ma in generale i poemi epici—scriveva il Heine al suo editore Campe—han da essere rifusi piú d'una volta: quante volte rimutò il suo l'Ariosto! quante il Tasso! Il poeta alla fine è un uomo, e i migliori pensieri gli vengono dopo il fatto.[3]» E cosí, pensatoci su ancora qualche anno fra i dolori d'una lunga malattia agli occhi e i fastidii d'una questione d'interessi con parenti, Enrico Heine, sol nell'autunno del '46, molte cose aggiunte, altre mutate, finí la piú fantastica e insieme la piú serenamente aristofanea satira che egli mai scrivesse e che la poesia germanica vanti.