Impossibile mi era mandarLe una trascrizione dell'ode, che alla gran bontà di Lei piacque desiderare: inchiostro, penne, carta impossibili. Dimani scendo a valle; lunedì sarò a Bologna: indi a Lei verrà un saggio mio calligrafico, che, non fo per vantarmi, sarà commendevole. Nella calligrafia (brutto vocabolo pedantesco, ma la cosa può essere buona) è il mio vero bello scrivere.

Credo che Ella sarà con la madre Sua. La prego di riverirla per me. E salutando il conte e Pierino, a Lei bacio la mano.

Dev.mo Giosue Carducci.

Alla n. signora

Contessa SILVIA BARONI PASOLINI

(Vicenza) Bassano.

III. Bologna, 12 gennaio 1898.

III.[10]

Signora contessa,

Meglio tardi che mai. Io sto benissimo: e col nuovo anno ho cominciato a bere della Sua canina,[11] che va anche meglio di me. Ho scritto oggi all'arciprete;[12] che mi mandò molte benedizioni e voci di sue preghiere a Dio, e una damigiana di sangiovese dalle sue mani educato presso la vetusta chiesa: bene educato da vero. Io lo assicuro che Zanichelli, fatti i conti a giorni, gli manderà del denaro; e lo esorto a riprendere i lavori, anche per aiuto de' poveri.[13] Intanto prego per mezzo di Lei il signor conte a far ricerca dei disegni e progetti presso l'Economato o al Ministero.