Tremo quando ti veggio: imperciocchè

Cosa non v'ha, che mi spaventi più,

E il Carnefice mio ravviso in te.

SONETTO

Quando il Sol più cocenti, e dritti in giù

Vibra i raggi d'Agosto alla metà,

La Cicala or su un Nespolo, ed or su

Un Sorbo, o un Lazzaruol stridendo sta,

Taci le dico allor, taci, che tu

Le noje mi rinovi, che mi dà,