Diss'io, che cosa v'è, che fin non ha,

Quantunque alcuna volta incominciò;

E al certo repugnanza in ciò non è,

E oh Crisofilo mio scommetto su,

Ch'io ne ritrovo anch'un esempio in te.

Forse non cominciasti ancora tu

A chiedermi una volta i Giulj tre,

E duri ancor, nè la finisci più?

SONETTO

La Lingua d'oc, dett'anch'oggi così,