In sul mattin? tosto languir dovrà.
Tal, Nisa orgogliosetta, è tua beltà,
Che or vaga appar, ma cangerassi un dì.
Ve' come l'aura, che dal mare uscì,
Scuote que' fiori, e or quà li piega, or là?
D'uno in un altro amor cangiando va,
Nisa incostante, il core tuo così.
Or va coglili, e il crin... ma no, che appiè
Di quei schifosa Botta si appiattò.
Scagliale un sasso, ed indi un altro: or ve'