Canori miei lamenti io lessi un dì
A Crisofilo, il qual, poichè gli udì,
Ostinato in tal guisa mi parlò:
Non Poesie da te, quattrini vò,
Che non mai Poesia la borsa empì:
Invece il tempo di sprecar così,
Una volta a pagar deh pensa un po'.
Io gli risposi: assai pensier mi diè,
E sempre acuta spina al cor mi fu
Il debito finor de' Giulj tre.