Di quel celeste dono, onde mi empì

La mente Apollo, inutil uso io fo.

Ma che mai può saper costui, chi dà

Sprone al mio canto, ed il dolor qual'è,

Che il cor m'affligge, e che languir mi fa?

Che può saper, che spesso entro di me

Non pianga le mie vere avversità,

Sotto il pretesto delli Giulj tre?

SONETTO

Stando jernotte in cameretta, e lì