Quì dove eterna stanza il Ciel mi diè,
E inevitabilmente e notte, e dì
Ho attorno il Creditor de' Giulj tre.
SONETTO
Tu mi chiedi danari, ed io non gli ho,[2]
E il tempo perdi senza utilità,
Se vuoi, che te ne faccia un Pagherò,
Di fartelo non ho difficultà.
Non te li nego già, nè te li do,
Che nessuno può dar, quel che non ha: