Gige pastore, un aureo anel trovò,
Che nel dito poichè lo collocò,
Subitamente agli occhi altrui sparì.
Con quell'anello i rei disegni ordì
Di tante fellonìe, che poscia oprò:
Il talamo real contaminò,
E sovra il regio soglio empio salì.
Se avess'io quell'anel, non vorre' già
Esser tanto fellon, com'egli fu,
Nè servirmene in tante iniquità.