Che sempre amante fui di libertà,
E se manca la mia posterità,
Al mondo non fo ben, nè mal gli fo:
Ma se il giogo, che spesso altrui pesò,
Anch'io portassi dalla prima età,
Giogo, che tanto piace a chi non l'hà,
Quanto dispiace a chi se l'addossò;
Forse che allora, o Creditor, poichè
L'effigie tua la fantasìa m'empì,
Ed impronta indelebile vi fe;