Ultimamente dico che la voce del paone è orribile; la quale, come che la soavitá delle parole del nostro poeta sia molta quanto alla prima apparenza, sanza niuno fallo a chi bene le medolle dentro ragguarderá, ottimamente a lui si confá. Chi piú orribilmente grida di lui, quando con invezione acerbissima morde le colpe di molti viventi, e quelle de' preteriti gastiga? Qual voce è piú orrida che quella del gastigante a colui ch'è disposto a peccare? Certo niuna. Egli a un'ora colle sue dimostrazioni spaventa i buoni e contrista i malvagi; per la qual cosa quanto in questo adopera, tanto veramente orrida voce si può dire avere. Per la qual cosa, e per l'altre di sopra toccate, assai appare, colui, che fu vivendo pastore, dopo la morte essere divenuto paone, sí come credere si puote essere stato per divina spirazione nel sonno mostrato alla cara madre.
Questa esposizione del sogno della madre del nostro poeta conosco essere assai superficialmente per me fatta; e questo per piú cagioni. Primierarmente, perché forse la sufficienzia, che a tanta cosa si richiederebbe, non c'era; appresso, posto che stata ci fosse, la principale intenzione nol patía; ultimamente, quando e la sufficienzia ci fosse stata e la materia l'avesse patito, era ben fatto da me non essere piú detto che detto sia, accioché ad altrui piú di me sofficiente e piú vago alcuno luogo si lasciasse di dire. E perciò quello, che per me detto n'è, quanto a me dee convenevolmente bastare, e quel, che manca, rimanga nella sollecitudine di chi segue.
XXX
CONCLUSIONE
La mia piccioletta barca è pervenuta al porto, al quale ella dirizzò la proda partendosi dallo opposito lito: e comeché il peleggio sia stato picciolo, e il mare, il quale ella ha solcato, basso e tranquillo, nondimeno, di ciò che senza impedimento è venuta, ne sono da rendere grazie a Colui che felice vento ha prestato alle sue vele. Al quale con quella umiltá, con quella divozione, con quella affezione che io posso maggiore, non quelle, né cosí grandi come si converrieno, ma quelle che io posso, rendo, benedicendo in eterno il suo nome e 'l suo valore.
II
REDAZIONI COMPENDIOSE DELLA VITA DI DANTE
(PRIMO E SECONDO COMPENDIO)
AVVERTENZA
Nel testo si è dato il secondo compendio: le varianti del primo sono riferite a piè di pagina.