I
Vita di Dante
Il testo è riveduto sul cod. 104. 6 della Biblioteca capitolare di Toledo, il quale da tempo vien giudicato molto autorevolmente di mano del Boccaccio (cfr. M. Barbi, Vita Nuova di Dante, 1907, p. LIV sg. per la descrizione del cod., e p. CLXXI sg. per la dimostrazione dell’autografia). Chi paragoni la presente edizione col testo critico di Fr. Macrí-Leone, vedrá quante lezioni risultino piú chiare e piú persuasive, in grazia appunto del codice toledano.
Un’accurata revisione della punteggiatura, favorita anch’essa dal manoscritto, ha pure aiutato in piú punti a raggiungere una piú esatta interpetrazione del pensiero dell’autore.
Si è mantenuto all’operetta il titolo tradizionale di Vita di Dante. Il codice toledano offrirebbe però questo titolo piú analitico: «De origine vita studiis et moribus clarissimi viri Dantis Aligerii Florentini poëtae illustris et de operibus compositis ab eodem»; e un’espressione del Comento (presente ediz., I, 118) condurrebbe a intitolare l’operetta Trattatello in laude di Dante.
La suddivisione dei paragrafi è generalmente quella assegnata dal citato codice.
Dei sottotitoli quelli che corrispondono alle partizioni adottate nelle precedenti edizioni, sono riportati da queste o modificati; gli altri son nuovi. Il Boccaccio non usò sottotitoli.
La grafia del ms. è stata rispettata fin quanto consentivano le norme di questa collezione[1].