«Genialis lectus».

Memore il giorno stai nel tuo candore,
fosco la notte in gioie e pianti immerso,
letto, dove gli amanti cuor su cuore
naufragan nell'oblìo dell'universo;

dove la madre stringe il bimbo emerso
da le fiamme del suo lungo dolore;
dove il fanciullo si rivolge verso
la notte, il vecchio verso il sole e muore.

Gli efimeri così lor geniture,
loro agonie vicendano col lume
dei giorni e appena un crepitìo ne vibra.

Mentre la Morte su di te si libra,
instancabile smuove le tue piume
la Vita per le nascite venture.

Vecchiaia sterile.

Cresceano i bimbi intorno ai patriarchi
come grappoli vivi e fra' tumulti
de' giovanili giochi, udivan parchi
ammonimenti di virtù gli adulti.

Or te compiango, o vecchio, che t'inarchi
verso la terra, e non hai chi t'occulti
il vuoto verso cui solingo varchi
e del passaggio tuo pianga od esulti!

Dov'è l'amore che comprasti? Tace.
Passa la giovinezza e con malvagia
letizia irride a la tua faccia tinta.