Non indugiarti. Il cuor non sosta; avanza
come gli anni e la morte. Ah se tu poni
la tua vita in un essere, e imprigioni
te stesso in un dolor senza speranza!

Dónati e chiedi: s'altri non ti doni,
non hai dentro te stesso un'abbondanza
essenzïale onde la tua sostanza
si mesce al mondo in intime unïoni?

Tu sei quegli che passa: a te daccanto
infelice chi viene a lungo e porta
il peso enorme de' tuoi desiderî!

Più d'un cuore t'amò forse quand'eri
già passato. Così, morto,—che importa?—
anche l'Uom t'amerà non senza pianto.

Sibilla.

Io la scopersi e la chiamai Sibilla.
Come ognun disamò lei giovinetta,
e a secolari tirannie soggetta,
emerse, quale un fiore da l'argilla,

mi disse. Or io la trassi su la vetta
ove il tumulto uman perspicuo brilla
nello spazio e nel tempo. Ella tranquilla
contempla e dice, e l'Essere le detta.

L'agile capo e la capigliatura
attorta e tutta la persona bella
vibrano sotto un soffio ignoto e vivo.

Ed io, già dubitante, credo e scrivo.
Io non son che la sua buona novella.
Palpita in lei l'umanità futura.