Una barca si move, e dietro un lume
pallido: un'ombra su la prora china,
scrutando fra le tenebre, trascina
qualcosa, grave, dietro sè, nel fiume.

Lungi, presso la diga, ove le spume
segnano un'ampia linea turchina
un altro lume errante s'avvicina
tremulo e cresce rosso tra le brume.

I pioppi, eretti verso il ciel notturno,
contemplano la luna in cenerine
nuvole declinante verso i greti.

Un motto breve passa, ed inquïeti
errano i lumi ancora, e l'ombre, chine
sul mistero del fiume taciturno.

Le zanzare.

Quando arrossano il mare i pigri soli
tra cortine di sangue, alzi i tuoi lagni,
piccola ombra assetata, da gli stagni
sospingendo per l'aria umida i voli;

e vagolando sopra i grigi stuoli
che la fame urge ed i padron grifagni,
la febbre con le molli ali accompagni,
dal padre suggi e inoculi a' figlioli.

Un contatto, un ronzio rapido, e punge
l'esile avviso i cuor, come di lunge
voci d'oblìo sovra le fronti oppresse.

E geme ognuna come se tenesse,
piccola, un peso immane. Dentro d'esse
l'Ospite, immensa come l'ombra, giunge.