Ma tra quelle, una orrenda, ecco, ne scerne,
Javeh, l'ultimo Dio. Cadde col mento
nella polvere, e in quell'atteggiamento
l'effimero s'inflisse pene eterne.

Oh, risorga oggi su le membra belle
l'uomo ed esalti questa sua terrena
forma di vita che fomenta il sole,

e più alta la renda a la sua prole,
prima che anneghi nell'aria serena
ove sgorgano e spengonsi le stelle!

Bellezza femminea.

O rifiorente nelle primavere,
suprema tra le imagini terrene,
o voluttà dell'anime serene,
e rimpianto agli esausti dal piacere!

Il fascino dei sensi idea diviene
intorno a le tue linee sincere,
però che il ritmo che t'informa tiene
dell'armonia che domina le sfere.

Languor di stelle, chiarità di soli,
riso di mar, serenità di monti,
la bellezza del mondo ha per te senso.

Tu, datrice di vita, tu consoli
della vita, se tocchi su le fronti
che nel tuo cerchio sognano l'immenso!