Porfirio ha detto al n. 20 che Pitagora aveva un gran seguito, ed i suoi discepoli erano tanto allettati, ed incantati dalle sue lezioni, ut non amplius in suas domos discedere sustinerent; sed una cum liberis, et conjugibus ingenti Homacoio ædificato condiderint illam, quae ab omnibus Magna Græcia vocata est in Italia: leges quoque, ac statuta ab ipso, tanquam divina præcepta acceperint, præter quæ quidquam facere illicitum sibi duxerunt.

[49]. Cicero Tusculan. lib. I cap. 16.

[50]. Idem Tusculan. lib. II. cap. 17.

[51]. Gellius N. A. lib. III cap. 17.

[52]. Secondo questa opinione otto sarebbero state le Regioni che componevano la Magna Grecia, cioè la Locrese, la Cauloniate, la Scillatica, la Sibaritica, la Eracleese, la Metapontina e la Tarantina, alle quali aggiungono taluni anche la Petelina dalla città denominata Petelia che Virgilio la crede una picciola città fondata da Filottete, la quale si rese dappoi grande ed illustre.

[53]. È una gran disgrazia che questi libri, e specialmente quello di Porcio Catone non sia giunto fino a noi. Ci avrebbe date lo stesso le notizie opportune di tante città della Italia, la origine delle quali pe’l soverchio Laconismo degli antichi Geografi è rimasta in una perfetta oscurità.

[54]. Cristofaro Cellario nella sua Geografia antica lib. II cap. IX sez. IV §. 566 crede favolose le diciassette età, o siano generazioni prima della Guerra di Troja quì mentovate. Conviene però nel fatto riportato da Dionigi di Alicarnasso, cioè nella venuta nell’Italia di Oenotro e Peucezio, e non si potrebbe in ciò non convenire venendo lo stesso fatto contestato anche dagli altri antichi Scrittori Greci e Latini, i quali ne sapevano più di noi come anderemo or ora a vederlo.

[55]. Dionys. Halicarnassi lib. I.

[56]. Pausaniæ Arcadica, sive lib. VIII cap. III.

[57]. Idem loco supra citato cap. XLIII.