IN NAPOLI 1844
DALLA TIPOGRAFIA DI PORCELLI
Strada Mannesi num. 46.


[INDICE]


L’AUTORE AL SUO NIPOTE GIOVANNINO JATTA.

Eccoti il mio Cenno Istorico sull’antichissima città di Ruvo che ti ho promesso. Sarà forse questa l’ultima mia produzione letteraria. Il peso degli anni aggravato vie più dalle forti e continue traversie di salute che sto soffrendo, a grandissimo stento ha potuto permettermi di soddisfare questo debito che aveva colla nostra comune Patria. Lo indirizzo a te per infiammare il tuo cuore tenero ancora del santo amore di essa. Leggilo e rileggilo con attenzione. Vedi se io l’ho sempre amata e se l’amo, ed amala tu pure allo stesso modo.

Sono stato io il primo che ho tentato di squarciare quel bujo che teneva ascosa la sua rimota, ed illustre origine. Mi lusingo di averlo fatto non senza un successo che riempie il mio cuore di gioja, e compensa largamente il travaglio non lieve che mi è ciò costato. Manca al mio lavoro quella perfezione maggiore che avrei in esso desiderata; ma i mali fisici tolgono anche allo spirito una parte della sua energia, ed illanguidiscono l’applicazione.

Tocca a te il supplire ciò che forse potrebbe trovarsi mancante nelle mie investigazioni, e compiere l’opra da me cominciata per l’onore della nostra Patria. Continuando con fervore ad istruirti nelle Lettere, facendo di esse la tua passione e la tua delizia, ed incitando il tuo cuore a questa santa emulazione, potrai porti in grado d’illustrare vie più la nostra patria coi tuoi talenti, e con quelle cognizioni, delle quali coll’ajuto di Dio farai tesoro.

Vai tu a cominciare nel Mondo quella carriera che io ho terminata. La tua posizione, le tue circostanze, il mio nome istesso che tu porti ti chiameranno un giorno a prender parte nelle cose relative alla nostra Patria. Cerca sempre di esaurire tutti i mezzi, e tutti gli sforzi per sostenerne l’onore, per difendere vigorosamente i suoi dritti, per promuoverne sempre più i vantaggi, e per rompere gl’intrighi, ed i partiti che tornano a discapito de’ suoi veri interessi.

È questo il primo dovere del cittadino, e la prima virtù dell’uomo dabbene. Sia questo anche il primo vanto a cui devi tu aspirare. Sii sempre unito ai veri e bravi cittadini che sinceramente divideranno con te questi nobili e virtuosi sentimenti. Guardati da chiunque con mentito zelo ha la Patria solo nella bocca, e nel cuore il proprio interesse. Sarebbe desiderabile che questa razza di uomini non vi fosse; ma perchè sventuratamente ve ne ha pur troppo, metti a profitto questo mio avviso.