[115.] Bern. I 995.
[116.] Leggi più avanti a pag. 155.
[117.] Ev. Luc. 1, 35.
[118.] Bern. Op. I 1328.
[119.] Vedi a pag. 12 sgg. e 98.
[120.] Vedi a pag. 35.
[121.] Si può dire che dietro CWitte (Dante-Forschungen I 1-65 e altr.) tutti ora credano alla così detta Trilogia Dantesca, di cui il Convivio figurerebbe il traviamento, pieno di contradizioni e di martirio, e la Vita Nova uno stato per così dire d'innocenza e purezza, e la Comedia il ritorno a quella. Modo superficiale, a parer mio, d'intendere! O se invece il Convivio è l'opera moralmente più pura! Lì Dante è fermo (vedremo, come pietra) nell'amor della sapienza, dal quale amore sì nella VN. e sì nella C. narra d'essersi disviato! Per alquanti dì, nella VN.; per un decennio, nella C. Il martirio dell'anima nel Convivio è l'alternarsi di luce e d'ombra ne' suoi stadi: non altro.
[122.] Per es. il Dionisi, del sonetto E' non è legno; il Fraticelli, delle tre sestine, e della sestina doppia e della canzone Io son venuto.
[123.] Isaia 16, I.
[124.] ad Cor. I 10, 4.