Qui non moderabitur irae
Infectum volet esse, dolor quod suaserit et mens.
Ira furor brevis est: animum rege, qui nisi paret,
Imperat: hunc frenis, hunc tu compesce catenis.
L’animus è pur quello che Dante chiama appetito nel Convivio e nella Comedia: quello che l’uomo ben temperato deve francamente cavalcare usando freno e sprone.
E in questo libretto trovò Dante un verso e mezzo di Giovenale, che gli diedero, forse o senza forse, qualche tratto della sua figurazione di Gerione, simbolo dell’Invidia. Riporto anche qualche passo più su di questo verso, perchè importante al pari:
Totius enim iniustitiae nulla pestis capitalior quam eorum qui tunc, maxime quum fallunt, id agunt, ut viri boni videantur (gli ipocriti tristi).
Horatius idcirco dicit:
Numquam te fallant animi sub vulpe latentes.
Iuvenalis: