L'animo è qui, come in Dante spesso se non sempre, appetito sensitivo. “L'amore è qualche cosa che appartiene all'appetito.„[746] E questo appetito è quello sensitivo, differente dal naturale e differente dal razionale o intellettivo, ossia volontà: è quell'appetito che negli uomini, a differenza dei bruti partecipa della ragione, in quanto alla ragione ubbidisce. E come questo appetito è concupiscibile o irascibile, così del concupiscibile è l'amore rispetto al bene assolutamente e dell'irascibile rispetto all'arduo.[747] Or questa lentezza d'amore è certo rispetto all'arduo, poichè arduo parve il bene da vedere o da acquistare, a quelle anime, sì che adesso in loro “fervore acuto„

ricompie forse negligenza e indugio
da lor per tepidezza in ben far messo.[748]

Dunque in essi è un errore dell'animo o dell'appetito irascibile. E negli altri?[749]

Altro ben è che non fa l'uom felice:
. . . . . . . . . . . . .
L'amor che ad esso troppo s'abbandona
di sovra a noi si piange per tre cerchi.

Poichè questo bene è la ricchezza, il cibo e la carne, s'intende senz'altro che in quelle anime è un errore triforme dell'appetito concupiscibile.

In queste colpe vi fu dunque un “ordine corrotto„,[750] diciamo un'inordinazione, nel correre al bene. L'inordinazione consiste nell'abbandonarvisi troppo, a codesto bene.[751] Non c'è dunque alcuna differenza tra questo amore che s'abbandona troppo al bene che non fa l'uomo felice; e l'incontinenza di concupiscibile. Non importa aggiungere come appunto per quella forma di codesto triforme amore, la quale si chiama più comunemente amore, si proclami presa e condotta a morte, Francesca. Nè alcuno vorrà trovare sostanzial divario tra la colpa di Ciacco e quella di Bonagiunta. E il papa avaro del purgatorio dichiara con proprie parole di essere stato reo come quei bruni ad ogni conoscenza dell'inferno, simili che sono agl'ignavi; chè dice:[752]

avarizia spense a ciascun bene
lo nostro amore, onde operar perdèsi.

Eppure possiamo noi proprio dire che questi del purgatorio mondino peccati d'incontinenza? Sì d'incontinenza; ma mondano, non espiano; mondano la macchia lasciata da quei peccati. E quale è questa macchia? È l'amore che s'abbandona troppo. Chè l'amore si piange per quei tre cerchi.[753] E così il lento amore nella quarta cornice; e così, sotto a quelle, il triforme amore che erra per malo obbietto.[754]

Ora l'amore è il piegar dell'animo, il quale così “entra in desire„ e non ha quiete se non nella gioia del possesso. Nel purgatorio si sconta dunque quel primissimo moto, che erra; quel desire che è troppo forte o troppo fievole; non la gioia in cui s'acqueta. Questa gioia fu ripudiata dai peccatori prima di morire.