in ciò che non s'ammorza
la tua superbia tu se' più punito;

lo dice forse reo di superbia peccato? Per lo meno, non si deve affermar subito. Il Poeta dice che c'è in lui desiderio di sopprimere e speranza d'eccellenza: c'è il principio del peccato di superbia. E come non il peccato? Non il peccato: chè, se ci fosse, egli non sarebbe stato in nulla dissimile da quei giganti “alla pugna di Flegra„ che sono puniti altrove per essere stati sperti di lor “potenza contra il sommo Giove„,[771] contro quel Giove appunto ch'egli invita a stancare il suo fabbro e che fulminò lui come i giganti. E questo medesimo desiderio di male questa medesima speranza di eccellenza si mostra in quel ladro, che di trista vergogna si dipinse; onde per tale somiglianza di ladro ad eroe, a Dante viene in mente Capaneo e la sua superbia:[772]

per tutti i cerchi dell'inferno oscuri
spirto non vidi in Dio tanto superbo,
non quel che cadde a Tebe giù dai muri.

Ma la somiglianza è apparente. Ahimè, che speranza d'eccellenza è questa del ladro! di essere creduto “bestia„! È una favilluzza questa sua superbia, che subito si spenge, sì che egli fugge via subito:[773] non è il suo peccato. E non sarebbe il suo peccato, nemmeno se assomigliasse veramente a quello dell'eroe che assise Tebe. Una favilla: come Ciacco dice, oltre la superbia, anche l'invidia e l'avarizia:[774]

Superbia, invidia ed avarizia sono
le tre faville ch'hanno i cuori accesi.

E qual fiamma ne è sorta? Violenza, frode e tradimento: la malizia o l'ingiustizia, per dirla in una parola; chè questa parola echeggia in quel contrapposto:[775]

giusti son due, ma non vi sono intesi.

E con ciò non si dice che Ciacco abbia fatto tradimento uguale a superbia, frode a invidia. Dove sarebbe la violenza, che pure è detta dominare in Firenze?[776]

Dopo lunga tenzone
verranno al sangue, e la parte selvaggia
caccerà l'altra con molta offensione:

E dominare con la frode:[777]