E qui non vedono il mal sentiero, perchè tengono gli occhi in alto. O non alzò le ciglia Lucifero? O non è tutta la superbia nell'extollentia oculorum?[885]

Orbene, dove li avrebbe condotti il mal sentiero, la via torta per la quale si avviavano con ritrosi passi?

È di marmo candido il duro pavimento; non è il gelo di Cocito, ma assomiglia. Guardate. Eccovi Lucifero, Briareo, i Giganti, Nembrotte. Ma son traditori codesti! Traditori, cioè superbi. Nè gli altri esempi contradicono. Aragne e Niobe sono pur colpevoli contro Dio. E che dice l'esempio di Saul? “Dominus recessit a me.[886] E che dice l'esempio di Roboam? Dice che “aversatus fuerat eum Dominus„.[887]

La superbia di Sennacherib punito dai figli mediante un parricidio, si esplica nell'avere alzata la sua voce e i suoi occhi contro il santo d'Israele.[888] E Oloferne è superbo perchè volle mostrare che non c'era altro Dio che Nabucodonosor.[889] E il superbum Ilium era certo dal Poeta interpretato nel senso che per gli antichi spergiuri era inviso agli Dei. Non vi sono tra quelli esempi, se non quelli di Ciro e di Erifile, che paiono contrastare a questo concetto che la superbia sia l'apostatar da Dio. Ma a ogni modo Ciro uccise a tradimento, Erifile tradì il suo marito: sono più traditori che superbi; cioè, sono superbi perchè traditori.

E si deve notare che anche per questo rispetto delle figurazioni del vizio punito, il Poeta si contiene diversamente, secondo che tratta dei peccati di amor del bene o di amor del male; così, come riguardo la pena che è proporzionalmente uguale o simile in questi, e in quelli è affatto indipendente. Ed è ragione. Bisogna ricordare lo Stige che diviene Flegetonte e Cocito, e la lonza che sparisce avanti il leone, come il leone avanti la lupa, e la corda che se alcun si scinge,[890] divien preda del diavolo della malizia, e simili concetti. La lussuria, gola e avarizia sono, sì, mali in sè, ma peggiori ne generano. Quindi gli esempi nelle cornici di quei peccati sono piuttosto di questi mali peggiori, che di quelli minori. Ma oltre Cocito più non si dismonta, o meglio, dopo Dite, si hanno di quei peccati che possono poco più crescere e differir l'un dall'altro e che sono quasi ugualmente insanabili, perchè hanno il Gorgon. Ebbene gli esempi in queste cornici sono del proprio male d'ognun de' tre peccati. Abbiamo visto per la superbia. Vediamo per l'invidia. Gli esempi sono due: Caino, che ognuno avrebbe ucciso; Aglauro che divenne sasso: un esempio sacro e uno profano;[891] e tutti e due d'invidia vera e propria, sebbene il primo sia della più grave forma. Ed è curioso notare che tanto è gravissimo il peccato di Caino, quanto lievissimo quello d'Aglauro, se non s'interpreti misticamente. A ogni modo sono due peccati di invidia. Ora gli esempi dell'ira quali sono?[892] L'empiezza di Progne, l'ira di Haman:

un crocifisso dispettoso e fiero
nella sua vista, e cotal si moria:

il suicidio di Amata. E questi sono peccati di ira? Pare. E perchè allora dubitar di chiamare ira l'empiezza di coloro che sono figurati nel Minotauro; la bestialità tipica di coloro che Dante leggeva in Aristotele dilettarsi di carni umane? la contumacia e, se volete, la superbia di Capaneo, che giace dispettoso, come quel crocifisso, e qual fu vivo tale è morto, come quel crocifisso che “cotal si moria„? il disdegnoso gusto di Pier della Vigna, cui l'animo fece commettere un'ingiustizia contro sè giusto, un'irragionevole vendetta, un atto assurdo e di effetto vano e contrario? Come quello d'Amata, che Lavina esprime così:

Ancisa t'hai per non perder Lavina;
or m'hai perduta...

IX.