La Grazia si distingue dai dottori in operante e cooperante, preveniente e susseguente, che rende grato e che è data gratis.
Alcuno può dire che la grazia preveniente si fonde con la misericordia, e che perciò Maria è la grazia preveniente, e Lucia la susseguente; e ancora, che la grazia operante si riferisce a Dio e perciò alla sua misericordia e quindi a Maria, e che in conseguenza Lucia è solamente la grazia cooperante, in cui la mente nostra non è solamente mossa dall'inspirazione divina, ma anche movente. Può dir questo e può dir altro, e recar molti lumi e far molto buio. Sta bene in fatto che sia la misericordia che precorra e prevenga:
liberamente al domandar precorre;
ma come la misericordia sebben sia di Dio, è non Dio stesso, sì Maria, o, insomma, la misericordia di Dio, così questo precorrere è non la Misericordia, ma la Grazia di Dio. Come in mitologia se si riconosce, metti il caso, che Athena, è il senno di Zeus, non ne seguita che Athena sia Zeus, così in questa mitologia (sia detto senza alcuna irreverenza) cristiana e Dantesca, nè la Misericordia di Dio va confusa con Dio, nè la sua Grazia con la sua Misericordia. E in Lucia, s'ella è la Grazia, è molto probabile si trovino le note che alla Grazia assegnano i teologi. Di vero ella previene, quando va a Beatrice (è la Donna Gentile che previene; ma il suo prevenire si chiama Gratia praeveniens); sussegue, quando trasporta Dante; opera la prima volta; coopera la seconda, come ella dice chiaramente:
sì l'agevolerò per la sua via.
L'uomo è per la via del bene e del pentimento o della purgazione: la Grazia, cooperando con lui, l'agevola. Chè la Grazia è necessaria sì al principio della conversione, sì al progresso e alla perseveranza.[1089] E ricordiamo la definizione di S. Agostino, maestro e autore in questa materia. Eccola: la Grazia è “un certo aiuto di bene operare aggiunto alla natura e alla dottrina per inspirazione d'una sopra modo accesa e luminosa carità„.[1090] Or sappiamo non solo perchè la Grazia si chiami Lucia, ma anche perchè l'aquila che la simboleggia, dopo essere scesa come folgore e aver rapito Dante infino al foco,[1091]
ivi pareva ch'ella ed io ardesse,
e sì l'incendio imaginato cosse...
Or perchè è nimica di ciascun crudele? In questa espressione, comunque interpretata, è certo l'idea di mitezza e di dolcezza. Lucia è mite e dolce, sia che la vogliamo nemica di tutti i crudeli, sia che nemica d'ogni crudeltà. Orbene la Grazia, secondo il medesimo maestro e autore, è la manna, è benedizione di dolcezza[1092] “per la quale avviene in noi che ci diletti e che desideriamo, ossia amiamo, ciò che ci comanda„; la Grazia “è significata con le parole latte e miele; chè la è dolce e nutriente„,[1093] è significata dalla copia di latte,[1094] poichè “emana dall'abbondanza dei visceri materni e con dilettevole misericordia è infusa gratis ai pargoli„:[1095] della quale imagine materna è traccia in Dante che trasportato in sogno dall'aquila, si raffigura, quando è desto, in Achille,
quando la madre da Chiron a Sciro
trafugò lui dormendo in le sue braccia,
che è proprio l'atteggiamento di Lucia che tolse Dante e lo posò, come mamma la sua creatura, il suo lattante. E tralascio molte altre cose sul potere illuminante della Grazia e sulla sua dolcezza, perchè quel che basta, basta. Io non voglio, almen qui, dissertare sulle idee di Dante e dei dottori e dei padri: voglio riconoscere quali sono codeste idee.