Ma Dante non dice solo che a noi fu dato lume a bene ed a malizia; sì, che in conseguenza ci fu dato anche libero volere:
lume v'è dato a bene ed a malizia
e libero voler...
E poco oltre dichiara:[82]
Innata v'è la virtù che consiglia,
che dell'assenso de' tener la soglia.
Questo è il principio, là onde si piglia
ragion di meritare in voi, secondo
che buoni e rei amori accoglie e viglia.
Color che ragionando andaro al fondo
s'accorser d'esta innata libertate...
Da quella virtù scende dunque la libertà, innata l'una, innata l'altra. E la virtù che consiglia è quel lume. Il quale chi non ha, non è dunque libero: è servo. Sicchè Dante nella selva oscura, oltre quasi morto, era anche quasi servo. E come no? Non lo dice egli a Beatrice, quand'ella nell'Empireo si allontana da lui, ed esso comprende in un'orazione tutto il bene che ebbe da lei:[83]
Tu m'hai di servo tratto a libertate?
e non lo dice a lui Virgilio avanti l'Eden, quando, poco prima di allontanarsi, riassume tutto il bene che gli fece:[84]
libero, dritto, sano è tuo arbitrio,
e fallo fora non fare a suo senno?