[169.] Aug. de civ. D. XIII 2.

[170.] Inf. IV 5.

[171.] Inf. XXXIV 127 seg.

[172.] Purg. I 17.

[173.] Purg. I 61.

[174.] Paul. ad Rom. 6.

[175.] Purg. I 22, 131.

[176.] Che il battesimo sia talora, e spesso, in vano, è concetto comune e naturale. Dice, per esempio, S. Agostino (de bapt. contra Don. IV 21): «E non diciamo noi che i battezzati, dovunque e comunque battezzati, conseguono per ciò la grazia del battesimo; se per grazia del battesimo si intende la salute istessa che si conferisce mediante la celebrazione del battesimo». E cfr. Dante, Par. XIX 106 segg. In ogni cerchio dell'inferno si trovano cristiani: nel vestibolo, solo cristiani ed angeli.

[177.] Lo dice S. Ambrogio citato da S. Agostino (contra Iul. Pel. II 14): «Noi vediamo di qual fatta è la morte mistica». Ed ella è così fatta: «Beata è quella morte che ci toglie al peccato per riformarci a Dio». Si tratta del battesimo, come ed esso dice e S. Agostino spiega: «Vedi in che modo quell'uomo venerabile ha significato che nel battesimo avviene dell'uomo una morte beata, nella quale si rimettono tutti i peccati?»

[178.] S. Agostino, Ench. de Fide, Spe et Caritate, 13: «Si dice che morisse al peccato, perchè morì alla carne, cioè, alla somiglianza del peccato».