[236.] Inf. XI 22 seg.
d'ogni malizia ch'odio in cielo acquista
ingiuria è il fine.
[237.] Per ora rimando il lettore alla mia «Minerva Oscura», in cui è provata, mi pare, l'equazione bestialità e violenza. Tuttavia se ne toccherà più avanti anche in questo saggio.
[238.] Inf. XI 25 segg.
[239.] Inf. XII 49. L'ira è definita sempre libido ulciscendi.
[240.] Inf. XIII 72.
[241.] Molto qui sarebbe da aggiungere, che aggiungerò più oltre. Per ora rimando alla Minerva Oscura. E quel che qui dico, è forse già troppo. Tuttavia non posso tenermi di rispondere meglio, ma come per anticipazione, al quesito: Perchè la lupa è insaziabile? La lupa è insaziabile, perchè la frode, quale ciceroniamente la chiama Virgilio, è cristianamente invidia e superbia. Ora l'invidia si fa magra alterius rebus opimis e la superbia asseta (la superbia ch'asseta: Par. XIX 121), il che è come dire che affama: non sbrama insomma mai la cupidigia, ch'ell'ha, in grado supremo, di podere, grazia, onore e fama, quale ha l'invidia, ma solo in confronto degli altri uomini e non anche di Dio. Ed ecco perchè la lupa è magra e insaziabile.
[242.] E così assomiglia alla superbia che asseta e affama eternamente. E questa è la ragione per cui Dante, come vedremo, chiama superbia l'ira di Capaneo e di Vanni Fucci, e orgoglio quella, vuota d'effetto, cioè accidia, di Filippo Argenti.
[243.] Inf. XI 16 segg.
[244.] De off. I 13, 41. Nel Moralium dogma: La truculenza si divide in violenza (vim) e frode: la frode par quasi di volpe (vulpeculae) etc. Il Moralium dogma è nell'ed. italiana del Brunetto Latini del Sundby.