[383.] Devo molto, per questo studio e per altro, all'acuto ed elegante ingegno di Raffaello Fornaciari, il quale è pur debitore, come esso afferma, a Luigi Bennassuti, uomo che nel miro gurge dantesco vide assai chiaro. Non noterò qua e là dove mi allontano dall'uno e dall'altro; rimando il lettore a tutto quel mirabile studio del Fornaciari, compreso negli «Studi su Dante, Milano 1883» sotto il titolo «La Ruina di Dante» (p. 31-45).
[384.] Inf. V 34 segg.
[385.] Inf. XII 28 segg.
[386.] ib. 1 segg.
[387.] ib. 31 segg.
[388.] Inf. XXI 107 segg.
[389.] Inf. XXIII 144. Giova ricordare che Giamboni, attraverso il francese di Brunetto, traduce in «bugia» la fraus di Cicerone.
[390.] Inf. XXXIII 133 segg.
[391.] Inf. XI 57 segg.
[392.] Aur. Aug. de civ. D. XIV II Cfr. Inf. I III, Par. IX 129.