[512.] Inf. IV 108 segg.
[513.] Purg. I 88. Ingegnosissimi sono gl'interpreti nello spiegare quel «di là», come sottilissimi nel dichiarare il fatto della selva «che non lasciò giammai persona viva», eccetto Dante, naturalmente, che sarebbe di tutti i peccatori d'ogni tempo l'unico a salvarsi! E sì che i balzi del purgatorio sono pure affollati! E sì che la candida rosa è pur gremita! Ma il sottile e — non l'ingegnoso, ma il sofistico — son io.
[514.] Conv. IV 26.
[515.] Aen. VI 636, 408.
[516.] ib. 635 sq.
[517.] ib. 424.
[518.] ib. 406 segg.
[519.] Inf. IX 44, X 80.
[520.] Serv. ad Aen. VI 136. Ed è a foggia d'ypsilon e di bivio: di che riparlerò. Cfr. pag. 3 n. 1.
[521.] Aen. VI 395 sqq.