[1130.] Purg. XXVIII 46 segg. XXXI 96, XXXII 28 segg.

[1131.] Purg. XXVII 130, XXXIII 141, poi XXVIII 15, dove è notevole e intenzionale e significativa la frase: operar l'arte.

[1132.] Fornaciari, Studii Danteschi, p. 171: «il suo nome sembra composto di due voci greche (μαθ da μανθάνω e ελδ da ἔλδομαι), per le quali vien proprio ad esprimere amore del sapere».

[1133.] Conv. IV 5.

[1134.] Par. XIII 123, 125.

[1135.] D. Bern. In festo omn. Sanct. Sermo V. In quel sermone è interpretato Egitto per Tenebre, Israel per veggente Dio, che può aver giovato al Poeta per il Purg. II 46 segg. Ecco il passo dell'Eden: «Donde ciò se non perchè mi hai posto contrario a te? Tu sei la vera libertà, tu la vita, tu la gloria, tu la sufficienza, tu la beatitudine: io povero e miserabile, confuso e umiliato per ogni dove, morto per il peccato, venduto sotto il peccato. Infine tu perfetta e santa voluttà e riposo degli spiriti beati mi ponesti da principio contro l'Eden (che suona voluttà), nel travaglio invero e nell'affanno. E tuttavia dici: Convertitevi a me in tutto il vostro cuore».

[1136.] Summa 1a, 2ae 57, 3.

[1137.] Purg. XXVIII 40, XXXI 92. Intenso è il significato di tal «solitudine».

[1138.] Purg. I 31.

[1139.] Purg. I 94 segg.