Vero è, per quanto inverosimile. Nel regno dei morti si trovò, nella tomba dove si trovano i morti. Quella era la grande tomba. Dante lo dice:[171]

Loco è laggiù, da Belzebù remoto
tanto quanto la tomba si distende.

L'aura che v'è dentro è aura morta.[172] Per un pertugio tondo si vede luce: pertugio di sepolcro.

Morì, adunque. Alla morte lo condusse Virgilio. Eppure questi dice:[173]

fui mandato ad esso
per lui campare, e non v'era altra via
che questa per la quale io mi son messo.

Per la via della morte? per scamparlo da morte, s'era messo per la via della morte?

Sì. Il pensiero scorre limpido ma profondo; e, perchè profondo sebben limpido, è come l'acqua di Letè, che nulla nasconde, e pur si muove,

bruna bruna
sotto l'ombra perpetua...

sotto l'ombra del mistero cristiano.

Dice S. Paolo:[174] “Ignorate, o fratelli, che quanti fummo battezzati In Gesù Cristo, fummo battezzati nella morte di lui? Siamo stati seppelliti, mediante il battesimo, con lui alla morte (in mortem), affinchè come esso risorse dai morti, per la gloria del padre, così noi camminiamo nella novità della vita„. Da questo e altri luoghi dell'apostolo delle genti, i mistici, e a capo di loro S. Agostino, hanno tratti molti profondi concetti, i quali Dante ha atteggiati e dramatizzati per sempre. In lui e per lui l'astrazione palpita e il mistero cammina e si vede. Or noi vediamo qui Dante morire ed essere seppellito, poichè alla fine esce da una tomba. Non è egli seppellito alla morte? non egli è seppellito dopo il battesimo? sì che poi cammina per la via nuova del solingo piano, sotto ignote stelle, presso acque ignote[175]. Nè tuttavia risorge allora veramente, come vedremo. Sì. Abbiamo detto che il vestibolo rappresenta lo stato dell'anima di chi non fece atto di libero arbitrio, come se non avesse ricevuto quel lume di grazia, che fa discernere il bene dal male. Questo lume, questa prudenza si infonde col battesimo negli uomini, per non parlare qui degli angeli. Or quelli sciaurati è come se non fossero battezzati. E simile è la selva al vestibolo, e Dante nella selva era come un ignavo nel vestibolo. Dunque era come non battezzato.[176] Il suo uscir dal vestibolo, passando l'Acheronte, è come dunque il suo passar la selva: è riacquistare quel lume e quella libertà che il battesimo infonde.