E di questo cerchietto primo di frode, la rovina è pure, per così dire, a capo; perchè la bolgia sesta, in cui ella si trova, è la bolgia precipua delle dieci. Ciò per tre indizi: perchè vi è crocifisso Caifas, l'ipocrita giudice del Cristo; e così la bolgia risponde al luogo proprio dove è punito il traditore del Cristo; cioè, alla bocca di Lucifero; perchè nell'enumerazione che Virgilio fa dei peccati di Malebolge, l'ipocrisia, che è il peccato della sesta bolgia, è prima:[391]

onde nel cerchio secondo s'annida

ipocrisia, lusinghe e chi affattura,
falsità, ladroneccio e simonia,
ruffian, baratti e simile lordura:

infine perchè, a proposito di questa bolgia, si fa sperimento della natura del diavolo che è

bugiardo e padre di menzogna.

In verità bugia è il nocciolo della frode; e la prima bugia del diavolo fu la causa della dannazione del genere umano; sì che la bugia domina tutta quest'ultima parte dell'inferno, che ha a capo Gerione, il serpe cioè l'invidia infernale; in fondo, Lucifero, la infernale superbia. E si veda, come, raccogliendo i frammenti che il poeta ha sparso del suo pensiero, questo pensiero si mostri forte ed esatto. Il primo peccato, che è di superbia, dell'angelo pravo il quale alzò le ciglia contro il Signore, fu poi seguìto da un altro, che è d'invidia, col quale indusse Adamo o il genere umano al peccato; e quest'ultimo peccato poi si espiò dal Cristo che in sè l'accolse e punì. I primi due peccati dell'angelo sono dunque la causa della morte dell'uomo Dio, come la colpa è la causa della pena, e l'ingiuria della vendetta. Essi condussero, mediante il disobbedire dei primi parenti, al peccato di Giuda e a quello di Caifas, chè Giuda e Caifas furono i rei e volontari strumenti precipui della pena e della vendetta, che l'innocente Dio scontò in sè per redimere il reo Adamo. Or Giuda è maciullato nella bocca di Lucifero, e Caifas è crocifisso nella bolgia degli ipocriti. E poichè l'ipocrisia o la bugia e la menzogna sono l'elemento precipuo del peccato del diavolo contro Adamo, e Lucifero è il peccato stesso del primo angelo contro Dio, e l'un peccato e l'altro sono tra loro connessi, chè Lucifero “fu superbo e perciò invido„;[392] noi vediamo che Dante pone l'espiazione del Cristo come ombra, per così dire, gettata dalla ribellione dell'angelo, e che fa il peccato pena del peccato; e che, quando ci persuadessimo che il peccato di Caifas si riduce a invidia e quello di Giuda a superbia, questa pena è data da un peccato simile e identico: superbia punisce superbia, e invidia, invidia.

La seconda e la terza rovina sono a Dante via nel suo cammino oltremondano.

Era lo loco, ove a scender la riva
venimmo, alpestro...
cotal di quel burrato era la scesa.

. . . . . . . . . . . . .
Così prendemmo via giù per lo scarco
di quelle pietre...[393]

Questo per la seconda rovina. Per la terza:[394]