Con tutto ciò la terra s'agita, freme insanguinata e aspetta sangue e poi sangue; e Dio disperda li auguri!…

Ma, e come sarebbe possibile che in un momento tremendo di rivoluzione e di crisi l'aspetto della società si cangiasse senza avvenimenti di sangue?

A guardar bene, o cittadini, si direbbe che la Libertà, a somiglianza di tutte le potenze del mondo, stabilir non si possa che pel diritto della conquista.

Infatti si tratta adesso di una questione intieramente sociale, e precisamente si tratta dell'ultimo periodo dell'antica lotta fra le caste privilegiate, che debbono scendere, e il popolo diseredato, che deve salire.

Pensate ora quante mai sono le vittime condannate a cadere ai piedi dell'altar della Patria!…

Fra queste vittime vi è l'aristocrazia delle pergamene; ché da qui innanzi i gradi e le distinzioni saranno conferite non già pel merito degli avi, ma pel merito proprio.

Fra queste vittime vi è l'aristocrazia del danaro; ché da qui innanzi la vera proprietà sarà la proprietà personale.

E v'è finalmente l'aristocrazia della mediocrità—questa immensa famiglia di monocoli e peggio, che, inalzata da un potere che avea bisogno di satelliti oscuri, sarà, col tempo, costretta a spogliare le usurpate divise in faccia a un altro potere, santo e irresistibile—la pubblica opinione.

Cessi dunque la maraviglia di tutte le presenti calamità della terra, e ci conforti il pensiero che l'Italia non vedrà mai li orrori dei paesi meno inciviliti di lei, comecché l'antica e gentile cultura di questa classica terra abbia lentamente fra le diverse classi della società consumate le asprezze e gli attriti.

L'Italia non è barbara, fuor che occupata dai barbari: giuriamo disperderli, e tutti ci abbracceremo fratelli.