55. Castrato nel sugo di cipolle. — Vi tornerà facile allestire questa vivanda se disponete d’una stufa, in cui vi siano brace durante parecchie ore, e d’una cazzarola con un coperchio che chiuda ermeticamente.

Disponete sul fondo della detta cazzarola uno strato di 2 cent. di cipolle mondate e tritate, collocatevi sopra un pezzo di coscia di castrato, pulita dagli ossi, dalle pelletiche e dal grasso, bene lavata e salata e anche steccata con qualche filetto di lardo, spargetevi sopra una presina di polvere di garofani, chiudete bene il recipiente e affondatelo nella brace fina lasciandovelo 5-6 ore secondo la quantità della carne.

56. Coscia di castrato al forno. — Se vi convenisse di allestire una coscia di castrato intera per numerosi commensali, badate prima di tutto di farla infrollire 2-3 giorni e anche più secondo la stagione. Preparate alcune fese d’aglio, pestatele e fate penetrare tutto questo battuto mediante un coltellino nelle carni e fra la carne e l’osso. Collocatelo in un tegame basso, bagnatelo con burro fuso 100 gr. circa, o con sugo d’arrosto e cuocetelo al forno, pillottandolo spesso e non più di ore una e 10 minuti.

Oggi in canto, domani in pianto.

57. Costolettine di castrato e di montone. — Preparate le costolettine sopprimendo una parte dell’osso in cima e in fondo e una parte del grasso. Battete la carne col mazzuolo per darle una forma rotonda; preparate pure un soffritto come quello del castrato stufato N.º 53, bagnandolo con qualche cucchiaio d’acqua, adagiatevi sopra le costolettine lavate e salate, badando che piglino colore, e quando questo è accaduto, ritiratele sull’angolo del fornello o sulla brace, bagnate le costolettine con acqua, vino o brodo, tenetele coperte e tiratele a cottura in ore 1 1⁄2 circa, cioè lentamente. Se vi piace potete aggiungervi l’ultimo quarto d’ora un po’ di salsa di pomodoro.

Si può fare un piatto consimile con fettine bene battute di coscia di castrato. La carne di castrato dev’essere sempre molto frolla.

58. Costolettine di castrato ai ferri. — Preparatele come le precedenti, poi cuocetele come quelle di vitello. (Vedi N.º 36).

59. Costolettine di castrato alla spiccia. — Preparatele come le precedenti, mettetele al fuoco con un pezzo di burro solito o di burro di cocco crudo (il burro di cocco non va mai rosolato prima di mettervi le carni), cuocetele in fretta alcuni minuti a fuoco ardente, salandole nel voltarle. Unitevi da ultimo un po’ di vino bianco e, se vi piace, la salsa di pomodoro.

60. Spalla d’agnello cotta nel latte. — Procuratevi una spalla d’agnello, lavatela bene, infarinatela, salatela e mettetela al fuoco in una cazzarola dove avrete sciolto un pezzetto di burro badando che prenda colore da tutte le parti. Bagnatela poi, di quando in quando, con 2-3 cucchiai di latte rifondendolo quando lo ha ritirato. Cottura ore 1 1⁄2 — 2.

61. Agnello arrosto. — L’agnello si cucina molto bene allo spiedo, ma per chi non ne possedesse può servire benissimo il forno, o il tegame sulla brace. Dev’essere vostra cura di levargli il cattivo odore ch’esso talvolta conserva. Lo farete quindi marinare, cioè giacere alcune ore in un composto di olio, sale, pepe, ramerino pesto e un cucchiaio d’aceto, voltandolo di tratto in tratto e punzecchiandolo con una forchetta o con un lardatoio a ciò la marinata possa penetrare bene.