Diderot (Dionigio), nato a Langres nel 1713, e morto in Parigi nel 1784, repentinamente all'alzarsi da tavola. Vien egli considerato come uno de' primi filosofi del secolo 18.º, a cui principalmente si debba la vasta impresa dell'Enciclopedia. Noi quì non lo consideriamo che nella parte delle sue opere, la quale ha rapporto alla musica. Tra queste vi ha, Lettre sur les sourds et muets, à l'usage de ceux qui entendent et qui parlent, 1751 in 12º. L'autore sotto questo titolo dà delle riflessioni sulla metafisica, sulla poesia, sulla musica, ec., dove vi ha delle buone vedute ed altre ch'egli non mostra se non imperfettamente: benchè proccuri di esser chiaro, non sempre però si capisce. L'oscurità è un difetto, di cui più volte è stato egli accusato: vi si trovano tuttavolta degli eccellenti principj di acustica, ch'egli tratta da geometra e da fisico. Veggasi il 2º tomo della bella edizione delle opere di Diderot, pubblicata dal suo amico M. Naigeon nel 1798. In questo volume trovasi: Projet d'un nouvel orgue, et Observations sur le cronomètre.

Didimo, figlio di Eraclide, nacque in Alessandria probabilmente sotto Tiberio. Vedendo il favore che Nerone mostrava a' musici, musico e cantore insigne, ch'egli era, secondo Suida, scrisse un'opera di musica, ed un'altra, secondo Porfirio (ne' Com. a Tolom.) della differenza de' due sistemi pittagorico ed equabile, ossia aritmetico ed armonico. Tolomeo ci conservò le serie armoniche di Didimo, e il dotto Requeno le ha provate sullo stromento canone, e ne ha dato il suo saggio, che può vedersi nel tom. 2 della sua opera (pag. 103). Egli vi confuta il P. Martini, il quale crede che Didimo co' suoi tuoni maggiori e minori abbia facilitato la strada ai moderni per il loro sistema: la citazione ch'egli fa di Tolomeo a questo proposito, è stata provata falsa dall'accurato Requeno.

Diocle d'Elea, scolare di Gorgia di Lentini, e scrittore di musica verso il quinto secolo innanzi l'era volgare. Secondo il Vossio e il Fabricio dicesi che i trattati musicali di Diocle siano tuttora nascosti in alcuni angoli delle biblioteche d'Italia (V. Suid. in Alcidam).

Diodoro, musico greco, favorito di Nerone, diè maggior estensione al suono del flauto, e ne accrebbe i fori. Nerone stimavalo al segno di fargli fare l'ingresso trionfale in Roma sul carro imperiale (V. Sveton Cæs.)

Dionisio (Elio) di Alicarnasso, detto il giovane per distinguersi dal suo celebre avolo dello stesso nome, fiorì al tempo dell'Imperadore Adriano. Aveva egli scritto in trentasei libri la Storia della musica: altri ventidue di Questioni musicali, e cinque libri intorno a quello che aveva scritto Platone di quest'arte nel trattato della Repubblica (V. Suid. e Fabric.) Porfirio lo cita ne' suoi comenti sugli Armonici di Tolomeo.

Diorion era un musico greco, di cui Ateneo ci riferisce questa storia. In un viaggio nell'Egitto, egli era venuto a Milos, e non avendovi potuto trovare alloggio, si riposava in un bosco sacro vicino della città. A chi è dedicato questo tempio? domandò ad un prete — Straniero, a Giove ed a Nettuno — E come trovar alloggio nella vostra città, se gli dei medesimi vi si alloggiano due a due.

Dittersdorff (Carlo), compositore stimatissimo dell'Allemagna, di cui il vero nome di famiglia è Ditters. L'Imperatore Giuseppe II, per ricompensare i suoi gran talenti, gli accordò nel 1770 lettere di nobilitazione, gli diè il nome che porta oggidì, e lo dichiarò signore delle foreste nella Silesia austriaca. Egli è eccellente nella musica strumentale, che per lo più è impressa. Nel 1785, stamparonsi in Vienna le sue Metamorfosi d'Ovidio, ossia 15 sinfonie contenenti ciò ch'egli ha sentito alla lettura di questi poemi: elleno incontrarono la soddisfazion generale. Si ha di lui l'Ester, oratorio che diessi per due volte nel 1785 in beneficio delle vedove de' musici, e fu accolto ciascuna volta con grandi applausi. Per il medesimo oggetto diè egli l'oratorio Giobbe nel 1786. L'opera buffa il Medico e lo Speziale nel teatro di Vienna ebbe tal favore in quello stesso anno, che ad una sua rappresentazione assistendo Giuseppe II, non isdegnò di mostrare co' suoi applausi e battimenti di mano al momento che Dittersdorff entrava nell'orchestra, tutto il piacere che ne provava. L'Artifizio per superstizione, l'Amore agl'incurabili, e il Democrito corretto, altre di lui opere in musica, comparvero in Vienna dopo il 1788.

Diviss (Procopio), nato in Boemia, è l'inventore di uno stromento di musica a cui diè il nome di Denis d'or. Si assicura ch'egli dà i suoni di quasi tutti gl'instromenti a fiato e da corda, e ch'è suscettibile di 130 variazioni. Si suona come l'organo, colle mani e co' piedi. Il Vescovo di Bruck Giorgio Lambeck, ne possedeva uno nel 1790, e manteneva un musico per sonarlo. Diviss morì pastore a Prenditz nella Moravia nel 1765. Si pretende in Alemagna, ch'egli avesse inventato il parafulmine lungo tempo prima di Franklin.

Dodart (Dionigio), medico del re, e dell'Accademia delle scienze morto nell'anno 1707. Si ha di lui: Mémoire sur la voix de l'homme et ses différens tons, avec deux supplemens (V. Mem. de l'Ac. 1700). L'autore vi fa delle ricerche su la maniera, con cui la voce forma i suoni musicali, ma non tutte sono da approvarsi secondo le osservazioni e li sperimenti che ne ha fatto il dotto Eximeno (nel lib. 2, c. 5, p. 149).

Doerner (Giov. Giorgio), organista a Bitterfeld, fece imprimere nel 1743, Épître au docteur Mitzler sur l'origine du son, et des tons principaux.