Qui don Apollinare scoppiò in una risata; ma la novella che sebbene grossolana d'ordito, era stata detta assai giocondamente, non potè far muovere le labbra dell'Alemanno manco a un sorriso. Egli dal giorno in cui Bianca aveva fatta quella misteriosa voltata, alla porta di quella casa, guardata con tanto desiderio; s'era sentito calare sull'animo un velo di malinconia mai più provata. Aveva stimato cosa men degna di sè e della sposa, il tornarle a chiedere il perchè di quell'atto; ma alla ciera, ai silenzi, allo spesso aggrottare delle ciglia, mostrava d'avere dentro qualche rodimento segreto. Si doleva il pievano, e quasi era mortificato di non essere riuscito a ricrearlo; e forse stava per cavarne qualcun'altra delle tante che si udivano da quelle parti, stando d'inverno vicino al fuoco, col bicchiere in mano: ma a un tratto s'intese un gridìo venir su dal colle, e una folla invadere il piazzale dinanzi al presbiterio: e «Mattia, Mattia, è tornato Mattia!» erano le parole che suonavano più alte, urlate a squarciagola da mezza la ragazzaglia della pieve.

«Mattia!» sclamò balzando ritto il pievano; e affacciatosi d'un salto alla finestra, vide, rimase colle braccia aperte, stralunato; coll'alito mozzo; poi dato un grido, corse in cima alla scala, affollato da donna Placidia, da Bianca, dall'Alemanno. E vedendo che il campanaro stentava a farsi far largo, urlò: «Via di costì i monelli, via! e voi Mattia chiudete l'uscio!»

La voce del pievano fu come lo scoppio d'un'archibugiata, vicino ad un passeraio. Tutta la baraonda spulezzò ammutolita; e Mattia potè salire la scala accolto da don Apollinare, benedetto da donna Placidia, e guardato da capo a piedi dall'Alemanno, cui non tornava nuovo quel viso sgherro.

«Signor pievano,—sclamò Mattia come fu in cima, facendo segno di volerlo abbracciare:—io non mi credeva mai più rivederlo…!

«Nè io voi,—rispose il pievano tenendolo discosto colla mano, tanto che in faccia all'Alemanno, non avesse a vedersi usata quella confidenza.

«Nè noi voi—ripeteva donna Placidia facendo eco al fratello; e soggiungeva di suo:—che Dio vi benedica, quante volte vi sognai morto nella spedizione del maggio passato!»

Don Apollinare avrebbe voluto far tornare in gola alla sorella queste parole; perchè potevano dare appicco a Mattia per qualche discorso da rimanerne svergognato; ma in quel mezzo l'Alemanno, riconosciuto il campanaro per quello sciagurato tratto come spione dinanzi al suo generale, la notte prima del fatto d'arme in cui egli aveva toccata la sua ferita, gli chiese parlando aspro:

«Voi, da quella volta che foste preso per spia, dove siete stato?»

A quella voce, a quelle parole che gli fecero tremare le vene, Mattia credette d'essere tornato in mano dei crudeli che l'avevano maltrattato, e l'avrebbero moschettato quattro mesi prima, se non sopravvenivano i Francesi, a salvarlo per caso. E dato un tuffo colla mente per cercare qualcosa da rispondere, si trovò a dire la verità, rispondendo:

«Oh, eccellenza! lo dica il signor pievano, se io era una spia; mandi a chiedere alla signora Maddalena, se non le ho portate notizie del suo Giuliano, se non sono stato fino a ieri prigioniero dei Francesi!