«Mangereste il bene di sette chiese voi!

«Ah!—urlò Mattia alzando le mani, e correndo per darle le pugna nel capo: ma si rattenne, non per paura del materello che la moglie gli misurò fumante sulla gota; bensì pel ricordo che gli venne in quel punto di aver visto un soldato Francese, vituperato più che alla berlina, per uno schiaffo dato a una donna. Si rattenne, e cavando di saccoccia le monete d'oro messe in serbo quei mesi:

«Vedi—le disse—vedi il bene delle mie sette chiese quant'è? E ne avrei di più molto, ma il meglio l'ho perduto nell'ottava chiesa, che è quella dove il diavolo mi ti ha condotta sposa!

«Oh il mio Mattia!—sclamò la donna a quella vista—come vi piace più la polenta? con su un po' di cacio un po' di pepe, d'agliata, dite?

«Polli! hanno a essere bestiaccia!—gridò egli, e fatta la pace mangiò come piacque alla donna, stupita di non aver avuto in faccia, un paio almeno degli antichi ceffoni.

Quella sera l'avemaria suonò all'istess'ora dell'altre volte: ma sebbene non fosse vigilia di qualche gran festa, le campane suonarono un doppio così bello, che sin dove giunse la loro voce, si capì che niuna mano, se non quella di Mattia, poteva concertarlo. Il campanaro mandava in quella guisa la novella del suo ritorno pel contado. E chi sa in quante case della campagna dove si era parlato di lui colla pietà dovuta ai morti; si pensò, dicendo l'ave, alle preghiere sciupate per l'anima sua!

Chi dimandasse qual fu il rimprovero o il castigo inflitto da don Apollinare a Mattia, per quel disordine; mostrerebbe d'aver dimenticato, che il prete solo a udire parlar di Francesi, perdeva l'appetito, l'amore alla carica, la forza di farsi temere. Avessero appiccato fuoco al presbiterio, sarebbe stato grato all'incendiario, che gli avrebbe così porto il pretesto a cercare un asilo lungi da quei monti, dove ogni tratto si era lì col coltello dei repubblicani alla gola. Ma quanto al doppio delle campane, neppure lo intese. Placidia glie ne volle parlare, ed egli le fece tremare il cuore in corpo con un boato, come a dire «silenzio!» La poveretta tacque e si ritirò nella sua camera, dove spese mezz'ora a chiedere perdono a Dio pel sagrestano, pel fratello, per sè, di quello scampanìo, che a suo sentire doveva aver fatto su in cielo cattivo senso.

CAPITOLO XIX.

Lo sposo di Bianca, veduto da Mattia partire a quel modo cruccioso sul suo cavallo; aveva pigliato la via, che sulla cresta dei monti, a ridosso del castello, menava a Montenotte; e che si vede anche ai dì nostri, angusta ma piana e ombrata di bei castagni. Egli ne aveva corso un tratto, poi giù per un traghetto era disceso a valle, non ruzzolando più per le buone gambe della bestia, che per l'avvedutezza propria; e s'era messo in sull'altra, alla volta di C…. in riva al torrente. Cavalcava così raccolto e pensoso, che più non l'era stato Giuliano tornando da quel borgo, occupato la testa e il cuore dell'amor suo, quella prima sera descritta in sul principio di questo racconto. Passando vicino agli alloggiamenti delle soldatesche, non rispondeva al saluto delle guardie, nè a quello dei compagni; e tirando diritto, ora di trotto ora di galoppo, attraversava il villaggio di R…, che il sole era andato sotto del tutto. Allora spinse un po' più la corsa, per giungere a C…. prima che fosse suonato il deprofundis; sapendo per pratica, che a quell'ora ognuno di quelle parti soleva chiudere la porta di casa sua. Il borgo, dove non era più tornato da quasi un mese, gli apparve dinanzi nell'ombra dell'antico castello, sul quale un quarto di luna posava la sua luce di striscio e poca, come la guardatura d'un occhio socchiuso e bieco.

«Non t'avessi mai visto—sclamò egli più coll'anima che colla voce,—non t'avessi mai visto, villaggio malaugurato!»