«Ora poi mi offendi—disse dolcemente don Marco, ti ho detto sin da C….. l'animo mio; e se tu non puoi stare con me, mi raccomanderò a quest'uffiziale che ci viene incontro.
«Allora tiriamo innanzi.»
Con questo discorso s'avvicinarono ai Francesi, e tra le faccie di quei soldati volte di sopra le spalle a guardare chi venisse; il prete ne vide di così dolci, tranquille e giovanili, che gli parve d'essere in mezzo alla sua scolaresca. Altre erano fiere come di centauri; altre segnate di certi sberleffi, che egli non le poteva guardare senza stupore.
«Oh! ancora qui, voi signor chirurgo?—sclamava, con clamorosa piacevolezza, l'uffiziale visto da don Marco venire incontro a lui a al suo scolaro:—ieri sera mi coglieste a quel convento del diavolo, che non ho potuto bruciare del tutto; adesso mi trovate qui alla retroguardia: pazienza! Costì il vostro compagno, che all'abito mi pare un prete, m'insegna che gli ultimi saranno i primi, e i primi gli ultimi, anco in paradiso.
«E che novità abbiamo?—chiese Giuliano, per finirla colle freddure del Francese.
«Ve le saprò dire stassera, se avrò ballato di gamba sana. Oh! a proposito, noi dobbiamo essere poco discosti dal vostro paese?
«Men che tre miglia.
«Buona cosa a sapersi: stassera vi invito a cenare in casa vostra, che? i suonatori accordano i clarini……. signor chirurgo, buonaventura.»—E così dicendo il capitano tornò al suo posto.
Appunto alcune schiopettate, come d'una caccia mattutina, s'udirono in quell'istante, giù giù nella valle; e il sole levandosi, illuminava le vette dell'ampio semicerchio d'alture, che chiudono il pian di D… dalla parte di tramontana. Allora nei vigneti e nelle macchie, si vide uno scintillar d'armi; e basso nei prati e nei campi, diradata la nebbia, apparvero le colonne Francesi, intente ad attelarsi, nel silenzio altissimo che regnava sulla campagna. Quel silenzio pareva stupore degli uomini e della natura: e lo rompeva a tratti qualche squillo di tromba, come voce mandata da qualche genio guerriero a significare al più destro dei due capitani, quali fossero i luoghi più acconci all'offendere, alle difese, a guadagnar la giornata.
«Era imminente una battaglia, nella quale da una parte dovevano combattere un ardire inestimabile, e l'incentivo di vittorie fresche: dall'altra una grande costanza, una stabilità provata negli ordini, i luoghi forti ed affortificati, ed un'artiglieria elettissima.» E per poco, questa battaglia io non la ricopio di netto dalla storia del Botta; il quale ne parla come di cosa veduta, e il campo descrive a puntino, come fosse stato un podere suo. Chi legge è messo da lui così nella mischia, che gli pare d'assalire i colli, guadagnare le vette, correre tutto un giorno il piano da un capo all'altro; a portare gli ordini dei capitani, a raccogliere i feriti, a chiudere gli occhi ai morti; ognuno secondo la propria natura. E chi parteggia pei Francesi, vede con dolore la vittoria inclinare da principio sulle due ali, a favore degli imperiali; e il passo in cui consiste l'importanza del fatto, assaltato e difeso con ammirabile costanza. Torna umiliato colle fanterie, che non hanno potuto superare quel passo, munito di due cannoni, tra il fumo dei quali una grossa squadra d'ulani guata ghignando: ma finalmente gli si snoda il cuore, applaude alla cavalleria Francese che si fa avanti, s'accende, spera; e si lancia con essa, contro la cavalleria Alemanna, a investirla, a fugarla, a farla finita.