Entrati nella palazzina, e acceso il lume, il colono se ne tornò a' fatti suoi, un po' maravigliato dell'aspetto delle signore che parevano venute a un mortorio: e il signor Fedele senza far ad esse parola, le mandò a dormire, Poi s'appartò taciturno, s'allungò in sul letto, s'affagottò tra le lenzuola; e là si mise a pensare come avrebbe trovato modo di indur Bianca alle buone, a quel matrimonio. Interrogava per sè, e rispondeva per lei, da principio esortando, poi minacciando. Essa sempre ferma; egli allora a fingersi ammalato dal dolore. Invano. Bisognava rivolgersi ai castighi, e si pose a cercarne: e fu buona cosa che presto s'addormentasse, perchè pensando, chi sa che inferno avrebbe immaginato ai danni di quella infelice.
Non andò guari, che mentre egli giaceva russando forte, e le tre donne vegliavano parlando basso tra loro; un suono mestissimo di campana, venne per la solitudine dell'aria, come voce che dicesse al cielo, o ai morti, o a non so che altro misterioso che esiste: «qualcuno veglia a quest'ora sopra la terra!»
Era la campana del convento dei Minori di San Francesco, che sorgeva poco discosto. A quei tocchi Bianca alzò il capo, e porse ascolto con tanto desiderio, che più non avrebbe fatto, se fossero state voci della madre sua, morta. E poi volgendosi alla zia, nel buio della stanza: «Oh!—disse—e noi non ci avevamo pensato! Zia, se mi facessi monaca?
«Preghiamo—rispose la cieca—i frati s'alzano a quest'ora per discendere in chiesa a pregare….»
Margherita piangeva. Tacquero, rimasero deste un altro momento; poi come l'ora e la stanchezza poterono più del travaglio del cuore, s'addormentarono; e Bianca sognò tutta notte, monache, chiese e canti devoti.
L'indomani il signor Fedele, s'alzò prima dell'alba, e fattosi sulla soglia della loro camera, gettò dentro queste parole: «nessuna di voi vada fuori, sino a che non sia tornato». E disceso alla casa colonica, che era muro a muro colla palazzina, comandò al cascinaio ed alla moglie di lui, che non parlassero ad anima viva nè della sua venuta in villa, nè dell'ora, nè d'altro; e badassero bene a non farsi vedere con damigella Maria e con Margherita, per non dar ombra a Bianca: alla quale, gli fossero segreti, pareva stesse per dar volta il cervello, dalla gran paura dei Francesi; e in tutto e tutti vedeva nemici e spie.
«Povera signorina!—sclamava la cascinaia impietosita e sciugandosi gli occhi col grembiale, stette a udire gli ordini che le dava il padrone, per la colazione delle signore; uova, cacio, latte. Poi fece vedere una focaccia cavata allora di sotto la cenere, avvolta in un mantile bianco come la neve, e cotta proprio per esse; che venendo alla villa solevano chiederle sempre di quella sorta di pane. Il signor Fedele contento della donnicciuola partì.
La curiosità è femmina e sirocchia della ignoranza; onde non è a dire come pungesse l'animo della cascinaia. Costei non attese d'essere chiamata, ma tolta quella roba che le aveva detto il padrone, se la recò in un cesto, entrò nella palazzina, salì le scale; e facendo a fidanza colla bontà delle signore, disse fra sè: «se mi colgono dirò che veniva con questa grazia di Dio; se no voglio un po' vedere che cosa è questo mistero….» Cattellon catelloni, s'appressò all'uscio della camera ove esse erano, le vide attraverso la toppa; e si mise a origliare.
Altro che parere in punto d'andarsi in volta col cervello! Bianca parlava di suo padre, che voleva sacrificarla, calma, affettuosa, e diceva di volersi far monaca per togliersi da questo mondo, che non le era parso mai bello. Le altre due le rispondevano, ingegnandosi di consolarla; ma il discorso era così avanti, che la contadina non ci si poteva raccapezzare. Quanto avrebbe dato, pur di sapere tutto quello che avevano detto! Ad un tratto le parve che Margherita volesse muoversi; ed essa togliendosi di là come un folletto, e chiamate di sulla scala le signore, fece le viste d'essere venuta allora allora, portando la colazione.
Intanto il signor Fedele era in via alla volta di C…., e vi giungeva che il sole non era peranche levato. Molto stupì vedendo gli Alemanni sotto i filari d'olmi, e la squadra di cavalli schierati e pronti; non come gli altri giorni per andare agli esercizi, ma con quell'aspetto diverso, affaccendato, quasi zingaresco, che hanno le milizie in punto di levare il campo. I signorelli del borgo si tenevano in mezzo gli ufficiali, dando e pigliando fede d'amicizia, con grandi strette di mano, con quella ciera tra sciocca e sbigottita dell'uomo che, rimanendo a casa, conforta a starsi di buona voglia chi va agli sbaragli della guerra. I preti v'erano tutti, salvo don Marco; ed avevano i volti compunti, e parlavano del Dio di Sabaot, che guardava dal cielo le invitte spade dei loro amici. Gli uffiziali ridevano e s'accarezzavano i mustacchi.