La fanciulla ruppe in pianto, e le lagrime le caddero per le guancie sul seno affannato. Di che il frate mutò subito la voce e gli atti, e fattosi dolcissimo, soggiunse:

«Vedi? Oh, io lo so molto bene come sono fatti i vostri cuori! La solitudine, il chiostro, illusioni; ma l'obblio delle case nostre, dei nostri affetti, siamo sicuri di averlo acquistato? Non parlare più, per ora, di monastero. Se Dio ne' suoi consigli t'avrà chiamata; quei consigli non mutano, e te li significherà meglio, domani, tra un mese, tra un anno, quando a lui piacerà… Oggi tu devi essere savia, avere più fiducia nel mondo…, voglio dire ne' tuoi…, in tuo padre…, in me se mi degni…: insomma se t'ho a dire la verità, io temo che tu non mi dica nè tutto nè metà di quel che dovresti, ad uno cui domandi aiuto; e se debbo andarmene, io me ne vado…»

E fece atto di partire.

«Oh! no, padre,—sclamò Bianca rattenendolo colle sue candide mani;—non se ne vada, per amor di Dio! Adesso mi pare che avrei a dirle tante cose; ma ho un cerchio al capo, un cerchio come di ferro, di fuoco, e tutte le mie idee mi sembrano svanite…

«Via,—disse il padre Anacleto, segnando col dito il cuore della fanciulla;—le tue idee svaniscono, ma non svanisce quello che tu hai costaggiù. Dimmi il vero, Bianca, dimmelo che darai gloria a Dio! E perdonami se io entro in te, ma lo fo pel tuo meglio…; dimmelo, tu vuoi bene a qualcuno…»

Il fiore di melagrano appena sbocciato è una pallidezza, paragonato al rossore di cui la giovinetta si tinse. Ma non fece segno di voler celar l'animo; chè anzi guardando il frate umilmente, e rifatta pallida, pallida, chiese sommessa: «È forse male?

«Male…, male no!—rispose il frate—anzi dirò che il voler bene, come comanda Dio, viene da gentilezza di cuore… Ma alle volte, questo benedetto cuore, inesperto, s'apre ad affetti, che poi si mutano in pentimenti…; e ora che ti guardo meglio, mi pari così diversa da quella di prima, che io temo tu non abbia posto amore in qualche uomo indegno di te…

«Indegno?—proruppe Bianca facendosi tutta fuoco, e atteggiandosi che non pareva più una fanciulla timida ed oppressa, ma donna forte da far valere la verità:—Se ella conoscesse quel giovane, non avrebbe detto questa parola!»

E rimase guardando il frate, le palpebre abbassate un tantino, e il labbro sporto sdegnosamente, come chi ha detto, e non vuol udir altro. Ma il frate senza scomporsi:

«Questo tuo sdegno nobilissimo mi persuade ch'egli sia giovane dabbene; e se le mie parole t'avessero offesa, me ne dorrebbe assai. Ma noi si fa sempre e si dice in fin di bene, e se tu vuoi che io ne parli a tuo padre, dimmi il nome…