Che fare? Precipitarsi nell'onde, ed aggrapparsi all'orlo della barca, come un forsennato chiedendo per pietà d'esservi ammesso, fu la prima e matta sua idea. Un bagno di marzo, nell'acqua fresca della laguna poco spaventava il nostro affascinato, ma presentarsi alla donna de' suoi pensieri così grondante, e forse senza cappello in testa, non è cosa che soddisfaccia nessuno e meno poi un principe. Egli dunque si attenne al più savio consiglio, imbarcossi in altra gondola e così pensò inseguire la sconosciuta.
"Voga—egli disse al gondoliere—e se raggiungi quella gondola là, guadagnerai una buona mancia".
"Lasci fare" rispose il gondoliere, quindi "Tita, comio!"(73) gridò al compagno di prora e rialzando su ambe le braccia la camicia rossa (poiché molti gondolieri la portavano in quei giorni per onorare l'ospite di Venezia) si accinse al maneggio del remo con quella grazia e vigore non superati da altra gente marinaresca del mondo.
(73) Comio, gomito, forza Giovanni Battista.
"Voga, voga, elegante gondola, segui e raggiungi la scivolante fuggitiva che porta seco l'anima mia! E perché non sarà essa l'anima mia quella fanciulla leggiadra, quella bellezza adriaca, che io sognai mille volte quando le lagune erano schiave come lo è la mia Roma?
Perché? perché non la vidi che un solo istante? ma essa mi saettò con quel suo occhio di fiamma che mi vinse, e mi fé' suo per l'eternità? Però non feriva essa colle sue luci tutti i circostanti egualmente! Non spargeva essa una atmosfera di balsamo che se inebbriò me doveva anche inebbriare gli altri?
È questo poi amore? È questo quel passatempo che i mortali succhiano come l'arancia e scaraventano poi nel letamaio? oppure è quell'amore celeste! sublime, che avvicina la creatura al creatore, che trasforma i disagi di questa misera vita… i pericoli… la morte in delizie indescrivibili?
Potente della terra, vieni a toccarmi questa mia donna ch'io amo d'amore che non posso descrivere. Vieni col tuo esercito di sgherri, fossero essi mille volte più numerosi. Vieni! e tocca soltanto il lembo della sua veste; questo pugnale s'immergerà nel codardo tuo seno come la lingua del Coral, la più velenosa delle americane serpi, nelle latebre dell'infame tua vita!"
"Voga! Voga!—gridava ancora il principe impaziente di raggiungere il fuggente tesoro.—Voga, e se non basta un marengo(74) ne avrai dieci. Voga!"
(74)In questa fucina di servilismo che si chiama Italia, ad ogni passo si devono ricordare le glorie dei tiranni.