IL DUELLO
Il contadino non persegue la pernice nel folto delle boscaglie ma, dopo avere coperto le acque delle fonti circostanti, l'aspetta a quella fonte che unica lasciò scoperta e lì la caccia col vischio, colla rete o col piombo micidiale in quell'ora che la povera innocente vi cerca rifugio e ristoro alla sete.
Così nelle ore meridiane il bifolco aspetta imboscato i renitenti al giogo da cui rifuggono.
Ed il corsaro, che invano si cercherebbe sugli immensi spazi dell'Oceano, si aspetta al varco de' suoi nascondigli, ove deve condurre le prede, e là si cattura.
Analoga fu la risoluzione dei nostri quattro romani per rinvenire il principe T. che inutilmente avevano cercato in ogni via. Dopo d'aver riconosciuti e mandati a casa, col mezzo di Cencio i cagnotti del Sant'Ufficio si posero loro in agguato nei dintorni dell'Albergo Vittoria aspettando la comparsa del T. il quale verso mezzanotte arrivò, e fu seguito nella sua stanza dagli amici suoi che gli palesarono la trama dei porporati ed ogni loro scoperta.
Era troppo nobile d'animo il principe per mettere i suoi amici a parte dell'imminente duello. Orazio specialmente il cui animo ardente ei conosceva e che non avrebbe concesso ad altri la parte di secondo. Pure d'un secondo egli abbisognava e profittando d'un momento di calda discussione tra gli amici, con un'occhiata chiamò Attilio al balcone, e lo richiese di fermarsi con lui per quella notte.
Orazio, Muzio e Gasparo si congedarono, ed Attilio rimase col pretesto d'affari particolari.
Alla prima alba, un giovine in camicia rossa picchiava alla porta della stanza N. 8 dell'Albergo Vittoria e presentava al principe T. un cartello firmato Morosini espresso in questi termini: "Io accettai la vostra sfida e vi sto aspettando alla porta dell'albergo nella mia gondola. Ho meco delle armi ma se non vi convenissero, portate le vostre. I padrini stabiliranno le condizioni del duello".
Alzatosi il principe e fatto chiamare Attilio lo presentò al secondo di Morosini ed in pochi minuti le condizioni furono fissate.
Armi: pistole. Distanza: venti passi. Facoltà di marciarsi incontro, sparando a volontà.