Della S. V.
Re dei Re e Pastore dei Pastori
l'ultimo dei servi e figli
DOMENICO GUSMAN

(87) Documento tolto alla Favilla, giornale di Mantova.

CAPITOLO XLV

SEGUITO DEL RACCONTO DI MARZIO

"E Nanna e Maria (tale era il nome della compagna di Nanna) s'erano anch'esse avvicinate allo sventurato giovane e si affannavano, ma invano, a sottrarlo dall'orribile supplizio. Per fortuna di tutti la mia Nanna mi scosse coll'esclamare oh! una chiave! e veramente con molta perspicacia, volgendo lo sguardo al giovane, vi avea scoperto la chiave in un buco.

Provata la chiave nei chiavistelli della catena, andava bene, e mentre le arrugginite serrature cedevano alla mia mano d'acciaio, ad ogni crocchiare del ferro il mio cuore si dilatava e mi parea sentirmi alleggerito di un peso.

Ero all'ultimo catenaccio, anche questo aveva ceduto e liberavo le membra intirizzite del giovane quando Nanna mi afferrò per il braccio e timorosa indicommi nella direzione della ruota una luce.

Abbandonai il liberato compagno e fui tosto presso alla ruota. Appena giunto mi compariva innanzi un angiolo custode cioè uno dei birri il quale s'innoltrava girando la ruota colla sua brava lanterna sorda nella mano sinistra ed una pistola nella destra.

Fatto piccin piccino e rannicchiato io lo contemplai in tutta la maestosa sua corpulenza e nella sua apparizione fantastica e quando gli occhi suoi si fissarono spaventati sulla mia fisionomia ben poco piacevole in quel momento avevo già attanagliato la sua destra colla mia sinistra, la mia daga aveva trovato la sede della vita nelle sue viscere ed il corpaccio del birro rotolava cadavere sul terreno.

Voi sapete, Capitano, che io sono nemico del sangue e che solo per difesa personale l'ho versato. Ma là non c'era da burlare, sapevo i nemici non meno di cinque e io ero solo… ma che dico? al capitombolo dello sgherro mi avvidi di non esserlo più. Il mio liberato, rifatto agile dall'urgenza, era già sul caduto, Io spogliava delle armi e se ne armava lui stesso. Le mie valenti compagne da una vecchia graticola di tortura avevano staccato due spranghe e s'erano schierate in serrafila per aiutarmi.