Il canuto, che Giulia non avea voluto abbandonare alla miseria, badava al bagaglio.

John, colla disinvoltura dei suoi tredici anni, dava mano alle donne nello scendere dal convoglio; poi, avendo scoperto il capitano Thompson con l'Aurelìa che erano là ad aspettarli, d'un salto fu nelle braccia di lei che lo amava come un figlio quantunque lo giudicasse un po' troppo biricchino.

"Li ho baciati cadaveri!" mormorò John alla matrona ed una lagrima rigava la rosea guancia del biondo figlio della Britannia. Egli accennava ad Orazio ed Irene che tanto lo avevano amato ed eran stati i suoi salvatori.

L'abbracciarsi delle donne fu scena di pianto che l'una versava sul seno dell'altra senza poter pronunziare una sola parola.

Dopo avere assistito a quella muta scena per un pezzo, lui pure intenerito, il buon capitano Thompson, alzò il capo e dirigendosi alla sua signora in inglese le disse:

"Lo Yacht è là al molo che aspetta i vostri ordini se mai desiderate andare a bordo".

"Sì, Thompson, a bordo, e metteremo alla vela subito per uscire d'Italia. È una terra, come dice Alfieri, ove la pianta uomo nasce più robusta che dovunque e gli stessi atroci delitti che vi si commettono ne sono una prova". Non molto tempo dopo lo Yacht veleggiava superbo verso la merry England(100).

(100) L'allegra Inghilterra.

Giulia, tornata nella terra natale, continuò le sue affettouse cure alla nuova famiglia alla quale non tardarono a riunirsi Manlio e Silvia rimasti fino allora nella Solitaria e giurò che non tornerebbe tra questo popolo infelice se non quando Roma, libera dalla peste pretina, le permetterebbe d'innalzare un monumento al diletto del suo cuore ed ai suoi eroici compagni.

APPENDICE