La gioventù coraggiosa si accalca nelle file degli iniziatori per aver parte nella gloria. Acquapendente, Monte Libretti, Monterotondo echeggiano dell'inno della vittoria che i valorosi italiani riportarono sui mercenari stranieri. L'Agro Romano è sgombro dall'infesta loro presenza. I ponti che conducono alla città eterna saltano in aria allo scoppio delle mine e preti e mercenari e birri dopo avere barricate le porte si rintanano impauriti e tremanti dentro Roma.
Era finita! Il mondo intiero salutava festante i giovani redentori dell'umanità oppressa, ingannata, tradita per tanti secoli! Ma…
Ma!… a Parigi e a Firenze congiuravano i fautori delle sciagure de' popoli, i sostenitori della ingiustizia, della menzogna. Gli uni apparecchiavano le navi e le soldatesche, gli altri più perversi e più codardi, gettavano tra il popolo tradito la paura, la diffidenza e, nelle file dei vincitori degli sgherri, la corruzione e lo sconforto.
Mentana fu il risultato di tante mene scellerate!
Dopo avere gettato Io sconforto nelle schiere dei volontari, impedito che soccorsi loro giungessero, disarmato coloro che potevano esserlo senza pericolo, (perché ognuno di questi tradimenti si fece colla viltà che caratterizza sempre il gesuitismo governativo), dopo avere ingannato il paese e l'esercito coll'occupazione di alcuni punti del territorio romano, col mentito pretesto di arrestare l'invasione francese; privato i volontari delle poche munizioni che si fabbricavano per loro nei generosi paesi di confine, eccitato alla diserzione molte migliaia di loro, dopo tutto ciò, si preparava Mentana.
E Mentana poteva riuscire un secondo Trenta aprile(102) ad onta di tante circostanze a noi sfavorevoli. A Mentana, io ho veduto i mercenari fuggire colle baionette alle reni dai nostri catenacci(103), senza munizione, fuggire davanti ai nostri giovani militi. A Mentana, per un'ora, i volontari hanno potuto passeggiare padroni del campo di battaglia sopra mucchi di cadaveri nemici.
(102) Roma 1849. (103) Cattivissimi fucili.
Ma a Mentana dopo l'eroismo di tanti prodi caduti e mutilati sul campo si udì risuonare in mezzo ad una folla di traditori codardi la voce "duemila francesi hanno attaccato la retroguardia!" e quella voce divenne persistente, e quella voce ebbe colore di un fatto positivo talché a me stesso fu assicurato da gente che veritiera mi sembrava, coll'aggiungervi: "gli ho veduti".
Maledizione! Fino a che punto può giungere la perversità umana! e quale lezione per l'italiana gioventù!
Quei vittoriosi militi piegano in ritirata!… né odono più la rauca mia voce e quella dei prodi miei ufficiali!…