CAPITOLO XII.
MANISCALCO.
L’immacolato tricolor, dolenti
Sì, noi macchiammo, per veder risorti
Della Romana Italia, i macilenti
Nipoti a un fascio e ad un cammin consorti.
Or dimmi: hai tu dell’Italo fidente
Appagata la speme—e le proterve
De’ suoi tiranni, soldatesche hai spente—
Birri un dì noi vedemmo e genti serve
Su quest’afflitta terra—e fatalmente
De’ servi e birri, noi vediam caterve.
(Autore conosciuto).
Ammiratore della rigida, non uguagliata da nessun popolo della terra, antica disciplina romana, io, sono quindi amante dell’ordine, cioè—vorrei vedere i popoli prosperi, liberi, felici—ed i loro reggitori, occupati non d’altro che del loro benessere—garanzie sicure queste della quiete pubblica.
Non reggitori simili agli odierni d’Italia, speculando sulle miserie della nazione, rovinandola per soddisfare a depravati capricci, non più tollerati dalla società moderna—e per impinguare numerosa caterva di satelliti che lor fan corona.
Sì! ordine vogliam noi, uomini della libertà e del progresso—cioè: Repubblicani.
Ordine! ordine! e chi lo disturba quest’ordine che l’umanità richiede—siete voi, persecutori delle genti! perturbatori della condizione normale dei popoli—voi! per gozzovigliare alle spese altrui—e far infelici le nazioni che speravano da voi un governo umano e riparatore.