Assassino! e veramente io non vorrei che si uccidesse l’uomo dall’uomo, e sono contrario alla pena di morte sotto qualunque forma.
Assassino, dunque, fu il feritore di Maniscalco e Torquemada ed Arbues ed i bruciatori delle creature umane sono santificati! ed il dominatore del Tirolo che appiccò Mantovani, Ungheresi, Piemontesi! il Reggitore della Polonia passando la vita alla distruzione di quel popolo, sottoponendo al knouth sino i bambini e le donne!—ed il Magnanimo che crede oggi di coprir colla sua veste d’Agnello le macchie di sangue di tre popoli, sono Maestà!
Assai più coperti d’omicidii dell’assassino di Maniscalco, ma infine Maestà!
CAPITOLO XIII.
IL 4 APRILE.
Palermo!
Son le tue zolle sante ed i tuoi colli
Templi ove l’uom che ne respira l’aura
Se non risente dignità—la creta
Sortiva dello schiavo!
(Autore conosciuto).
Come si ponno narrare i fatti del 60 senza un ricordo all’infelice, ma eroico tentativo del 4 d’aprile, in cui un pugno d’uomini risoluti sfidò la potenza Borbonica nella capitale della Sicilia e fu comunque sia il primo episodio della gloriosa epopea?