I preti scorgevansi nel vasto peristilio del tempio; ne uscivan di tanto in tanto per respirare più liberamente, per mostrare al volgo ed alle bigotte i loro abiti sacerdotali di gala; e tergevansi con bianchi lini la fronte, sudante per le fatiche—poveri preti!—e sorridevano alle innamorate ammiratrici—e scotevano graziosamente i candidi piviali, e le inanellate chiome.
Crittogama dell’uman genere!—Barattieri dei popoli!—A voi, che importano le sventure delle genti!—Predicatori d’immoralità, vantatori di un paradiso celeste con cui beffate il popolo, mentre ne avete costituito uno terrestre a spese ed a scorno suo, e mentre quell’inferno, di cui voi ridete, lo avete accatastato coi vostri roghi e le scelleraggini vostre, a pro degli infelici che hanno il torto di non bastonarvi.
Sì, preti!—era quella una solennissima festa, con cui le bugiarde vostre campane, le bugiarde vostre sinfonie, ed i bugiardi vostri apparati di stupendissimo lusso, cercavano di chiamare a voi le moltitudini ingannate e colpevoli di non volersi servire di quella religione colla quale natura adornò anche i più cretini.—Vi vuol poi, per Dio, molta scienza per capire che un prete è un impostore?
Quella festa, con cui si assordava il mondo, era la conversione del vecchio Elia e della sua Marzia, che dalla giudaica religione, generatrice del cristianesimo, dicevansi dover passare alla religione del Papa.
Due anime salvate!—Eh preti!—Gran festa!—Lo Spirito Santo richiesto dall’infallibile, ha toccato il cuore delle due smarrite pecore!—Ed esse, al cospetto del mondo devono abiurare la fede dei loro padri, ed aggregarsi alla vostra.—Eh preti! voi sapete che io so, non aver voi altra fede che nel ventre, e nella libidine!—Aggregarsi alla vostra fede, eh!—Credere alla verginità della madre di Cristo, come voi credete a quella delle vostre Perpetue! E mangiar l’Ostia con dentro l’Infinito! Ah birbanti! voi non le credete queste fandonie colle quali infinocchiate le vecchie peccatrici, e gettate le nazioni nell’abbrutimento, nel servaggio, e nella sventura.
Voi non le credete, io lo so; ma nello stesso tempo voi potete scusarvi: chè in questo secolo di ladri, anche voi, avete trovato il modo di viver grassamente alle spalle delle carogne!
«Non fate ciò che io fo, ma fate quel che io dico». Ma bravi li miei preti! ecco una vera scuola di logica, di morale. A che diavolo serve l’esempio!
«Mortificatevi, digiunate, astenetevi» dite voi, per la maggior gloria di Dio! (bestemmie di cotesta impudente canaglia).
«Al prete, bocconi squisiti e vezzose donzelle». E non sono essi Ministri di Dio?—perchè dunque debbono essi privarsi delle dovizie del mondo, come voi altri cretini!
«Sì, la conversione di due Ebrei alla religione di Cristo» rispondeva un Romano ad un giovane d’aspetto marziale, e che dalla bionda capigliatura, sembrava appartenere alle provincie settentrionali della penisola.