In sostanza, in poche ore, sono in potere nostro, cento e tanti buoni cavalli, senza avere un sol'uomo ferito —

Fu curioso avvenimento quello per la sua singolarità e perchè operato su d'un campo d'azione, in piena perspettiva della città del Salto — I cavalli d'Entre-rios poi, sono universalmente stimati, e con ragione — Tale preda di cavalli, fece nascere, naturalmente, il desiderio di tastare un po' i nostri assediatori —

Vergara, colla sua divisione, ci serrava da vicino — Noi, mandammo alcuni pratici del paese a bombearlo (spiarlo), e seppimo da loro la posizione che occupava — Di giorno, sarebbe stato impossibile di sorprenderlo — bisognava attaccarlo di notte —

Io avevo incaricato del comando della nostra cavalleria il collonnello Baez — Anzani comandava la fanteria — e così uscimmo dal Salto al principio della notte, e ci dirigemmo verso il campo nemico, situato a circa otto miglia di distanza — Per silenziosa, e diligente che fosse la marcia, fummo sentiti dalle sentinelle avanzate — e perciò ebbe tempo Vergara di far montar a cavallo, e mettersi in ritirata.

Assalimmo comunque senza ritardo — e la sola cavalleria nostra pugnò essendo impossibile alla fanteria di seguirne il movimento, per quanti sforzi essa facesse per ragiungere la pugna —

Il nemico combattè accanitamente — ma alla voce di: «avanza la fanteria» che si esclamava a proposito, cedeva terreno — e finì per sbandarsi e mettersi in fuga — Tale era il prestigio acquistato da cotesti pochi ma valorosissimi fanti —

Si perseguì il nemico per alcune miglia — ma a cagione della notte, poco vantaggio ci recò il trionfo —

Fecimo alcuni prigionieri, e presimo alquanti cavalli — pochi [morti] e feriti vi furono d'ambe le parti —

Al giorno chiaro, apena si conosceva campo di battaglia erasi pugnato marciando — e dei nemici, soli alcuni gruppi si scorgevano in lontananza — Il collonnello Baez, rimase colla cavalleria per perseguirli, e riunire una truppa di vaccine — Noi tornammo al Salto —

CAPITOLO XLV. S. Antonio.